MARCO RICCITELLI

 
 

ha la visibilità della sua pittura; essa è il suo biglietto da visita, la sua fotografia, colei che presenta e rende visibili i suoi pensieri, l'ambasciatrice della sua persona e della sua anima d'artista. Lui se ne sta visibilmente beato,non si agita dietro alla sua ombra, o meglio alla sua luce! Questa sua casta e sollecita compagna condivide con lui le sue( di lui, di lei ) stagioni, propone i suoi programmi, introduce alle sue scoperte. In questa fase della convivenza le esplorazioni hanno una precisa finalità: dedurre dalla materia, dall'universo, trarre da essi una legge che sia buona per la mente (nel senso di capire il tempo, le ere, i cataclismi e le sorti) e per lo spirito (la comprensione della immensità, della assolutezza di ogni cosa creata: l'uomo come la pietra) e attraverso ciò intuire a quale rapporto l'uomo, l'artista, Marco Riccitelli stesso, siano chiamati. La pittura assiste Marco in quest'impegno, lo segue in questa ricerca, anzi lo precede. Ed è ancella fedele perchè riesce a chiudere in sè, e a riferire senza che l'emozione si raffreddi, il grandioso, il numinoso, il brivido del tempo e dello spazio: fino al "sovvenir dell'eterno", come dice il Poeta. Così facendo lo porta a trascrivere il bello, una bellezza solenne che allude ad Altro, che intimidisce ma induce anche a una speranza infinita. In termini più semplici: lo serve a tradursi in casa queste sensazioni; a coccolarle nella sua coscienza,a conservare per sè, e un pò anche per gli altri, questa saggezza che consola anche lo sguardo, deliziandolo, deliziandoci.


Lucio Del Gobbo

 

MARCO RICCITELLI